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Papiro di Artemidoro: dove esporlo?

UPDATE 20/10/2009:

 

 

Corriere della Sera 19 ottobre 2009
Il controverso reperto è nel caveau della Compagnia di San Paolo di Torino. Forse finirà all’Archeologico
Artemidoro in cerca di un museo
L’Egizio avrebbe respinto il «papiro sospetto»: non si può esporre

Pierluigi Panza

Una ipotesi può essere quella di destinare il papiro alle collezioni delle antichità della città sabauda - Restituzioni / Una norma dello Stato egiziano prevede la restituzione delle opere uscite dal Paese dopo gli anni Settanta

A cinque anni esatti dall’ac­quisto, il cosiddetto Papi­ro di Artemidoro non ha ancora trovato né pace né casa. La Fondazione per l’Arte della Com­pagnia di San Paolo di Torino lo acquistò nell’ottobre del 2004 co­me frammento del I secolo a.C. della «Geografia» di Artemidoro e lo espose in mostra nella primave­ra del 2006. Ma progressivamente sull’autenticità del reperto si sono addensate ombre, sino alla presen­tazione di prove della sua inauten­ticità esposte in più convegni e ar­ticoli dall’antichista Luciano Can­fora, secondo il quale il papiro si deve all’abilissimo falsario greco dell’Ottocento Costantino Simoni­dis.


Il reperto che, come scrisse Maurizio Calvesi, resta al minimo «un documento affascinante del XIX secolo di non trascurabile inte­resse culturale», sembrava potes­se uscire dal caveau dalla Compa­gnia di San Paolo di Torino, dove è custodito, per trovare casa nel rinnovato Museo Egizio. Ma come ogni buon giallo di egittologia che si rispetti, anche qui sarebbe fini­to al centro di discussioni che avrebbero portato il consiglio di amministrazione della Fondazio­ne del museo a «non accoglierlo».

La decisione sarebbe stata assunta in un blindato Consiglio di ammi­nistrazione della scorsa settimana e solo nei prossimi giorni si po­tranno avere ulteriori conferme e conoscere meglio i dettagli. Il con­siglio, del quale fanno parte, oltre al presidente Alain Elkann nume­rosi rappresentanti delle istituzio­ni locali, avrebbe deliberato di non accoglierlo anche sulla base del parere del Consiglio scientifi­co presieduto da Alessandro Roc­cati (uno dei nostri maggiori egit­tologi) che avrebbe definito «so­spetto » il papiro. Una barriera scientifica all’accoglimento sareb­be venuta anche dalla direttrice del museo, Elena Vassilika, in con­trasto per altri reperti con il «mer­cante » armeno al quale andrebbe ascritta la scoperta del papiro.


Lo scenario che si apre ora, oblio a parte, è la ricerca di una di­versa collocazione, che potrebbe essere quella del Museo di antichi­tà e collezioni archeologiche di To­rino, che conserva il patrimonio delle collezioni sabaude. Ma in re­lazione a questa soluzione potreb­bero sorgere due ulteriori contro­versie. La prima resta quella del­l’autenticità: può essere esposto un reperto al centro di una simile controversia? La seconda una eventuale — se si attestasse per ul­teriori analisi una autenticità a questo punto sorprendente — ri­chiesta di restituzione da parte del­l’Egitto. Una legge stabilisce che tutti i reperti usciti da quel Paese dopo il 1971 devono essere restitui­ti. E la Compagnia di San Paolo ha dichiarato che il reperto era «arri­vato alla conoscenza di una ristret­ta cerchia di esperti e poi sul mer­cato sul finire degli anni ’90 dello scorso secolo». Ma anche sulle modalità di ritrovamento del re­perto ci sarebbero interpretazioni oscure. Con i papiri, del resto, non poteva andare diversamente.

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È stata, a mio giudizio, molto buona l’ idea di rivendicare in latino il proprio diritto. Nulla di meglio, in questo caso, della lingua del diritto. Inoltre si deve apprezzare l’ uso operaio di una contestata e poco amata lingua di cultura - qual è appunto il latino - che è rimasta nell’ uso vivente in Finlandia oltre che nella chiesa di Roma. Ma c’ è di più: il motto adoperato dai lavoratori genovesi è ricavato da Hobbes, cioè dal fondatore del pensiero politico moderno. Disse una volta Rossana Rossanda che il socialismo è «l’ operaio che legge la fenomenologia dello spirito di Hegel». Insomma il pregiudizio secondo cui la cultura abita solo in alto, nella scala sociale, è ormai nella polvere. Pochi giorni addietro un addetto ai controlli aeroportuali - nelle more di tali operazioni - mi ha spiegato perché, anche a suo giudizio, il cosiddetto papiro di Artemidoro è molto sospetto. Al contrario si dovrà prendere atto del fatto che semmai è ai piani alti, e opulenti, che alloggia l’ incultura (a giudicare dalle cronache). Ho sempre pensato che cultura e coscienza, cioè riscatto, vadano di pari passo. Senza voler fare della retorica, si apprezza, in questo episodio, anche l’ ironia: che tra le armi è la più efficace.

Luciano Canfora sul Corriere della Sera 30 giugno 2009 ”Se l’ operaio protesta in latino” (…e l’addetto aeroportuale si occupa di filologia e papirologia…): pacta servanda sunt, anche all’ILVA di Genova (così Franco Grondona, segretario FIOM: “Chiediamo che gli accordi non siano disattesi. Forse usando il latino ci capiranno”)

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Artemidorus personatus / 2 - le prime recensioni

Corriere della Sera 31 maggio 2009

IN PAGINA

I due Artemidoro allo specchio

Margherita LOSACCO

È in libreria, per le cure di Luciano Canfora, un volume che riunisce il vero e il falso Artemidoro: Artemidorus Ephesius. P. Artemid. sive Artemidorus personatus (Edizioni di pagina, Bari, pagine 54, € 12). Il «finto» (personatus) Artemidoro integra e illumina gli studi sul cosiddetto «papiro di Artemidoro», segnati dagli argomenti di Canfora contro l’ autenticità. Questo libro adotta il latino in quanto lingua della comunicazione scientifica: una scelta che si iscrive in una nobile e durevole tradizione dell’ Europa colta. Il volume contiene l’ edizione del papiro, con un imponente apparato di fonti e luoghi paralleli, antichi e moderni. Al testo greco, oscuro e sospetto, si affianca una raccolta di testimonianze - queste sicuramente antiche - sulla Geografia di Artemidoro. Con questa muta giustapposizione, con un libro che è frutto di una indagine collettiva, tenace e raffinata, Canfora chiama il lettore alla sfida della filologia: interpretare le fonti, accertare e precisare i fatti. Annibaldis - Gazzetta del Mezzogiorno 23 maggio 2009
societas emunctae naris papiro di artemidoro
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Papiro di Artemidoro: per D'Alessio si tratta di un rotolo miscellaneo antico

Corriere della Sera 11 maggio 2009

 

INTERVENTI E REPLICHE

Artemidoro: le ricerche sul papiro

Nel suo articolo «Artemidoro, due prove sulla falsità» (Corriere, 29 aprile ), Luciano Canfora dà notizia di un mio contributo su L’ Indice (che anticipa un mio più ampio lavoro). Temo però che l’ articolo di Canfora e, soprattutto, il suo titolo diano un resoconto fuorviante della mia ricerca, attribuendomi conclusioni opposte rispetto a quelle da me effettivamente raggiunte.

Lungi dall’ aver fornito alcuna «prova sulla falsità» del papiro, ho infatti argomentato che, tra le teorie proposte, quella del falso ottocentesco sia di gran lunga la meno verosimile. Credo inoltre di avere dimostrato in modo cogente che la ricostruzione del papiro accettata finora (anche da chi lo ritiene un falso) sia fondamentalmente sbagliata. Il papiro da integro non si presentava come l’ inizio di un libro di una «Geografia», con «proemio», mappa e descrizione dell’ Iberia. Invece, dopo una lunga sezione perduta, l’ ordine era: carta geografica, descrizione dell’ Iberia (basata, con modifiche, su una sezione della «Geografia» di Artemidoro), disegni, e infine una autonoma «lode della Geografia». Si trattava, in altri termini, di un rotolo miscellaneo.

Canfora ha di recente addotto come indizio della falsificazione il fatto che il papiro «volesse apparire “completo”: dal proemio che spiega ab ovo cosa sia la geografia, all’ ultimo, malconcio rigo (…) con una frase evidentemente conclusiva» (Quaderni di Storia, numero 69, 2009, pag. 261).

In base allo stesso ragionamento il suo carattere miscellaneo potrebbe ora essere addotto contro l’ ipotesi della falsificazione. Se, infine, menzionavo l’ ipotesi di «un falsario più recente» era solo per scartarla. È congettura meno inverosimile di quella del falso ottocentesco ma che non presenta a mio parere alcun vantaggio rispetto a quella più ovvia e convincente: che, cioè, si tratti di un rotolo miscellaneo antico.

Giambattista D’ Alessio

King’ s College London

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Papiro di Artemidoro: convegno a Rovereto

Convegno Internazionale di studio

 

Il Papiro di Artemidoro

Rovereto, 29 e 30 aprile 2009

Accademia degli Agiati - Piazza Rosmini 5

Mercoledì 29 aprile 2009, ore 9.15

Presidenza: Peter Schreiner (Universität zu Köln)

Relazione tecnica: analisi morfologica del cosiddetto Konvolut (a cura di una équipe multidisciplinare specializzata)

Daniel Delattre (Centre National de la Recherche Scientifique, Paris)

La scrittura del cosiddetto Artemidoro

Silvia Strassi (Università di Trieste)

Osservazioni paleografiche a proposito del Papiro di Artemidoro

Intervallo

Brigitte Mondrain (Ecole Pratique des Hautes Etudes, La Sorbonne, Paris)

Sulla “scrittura impressa”

Luciano Bossina (Septuaginta-Unternehmen der Akademie der Wissenschaften zu Göttingen)

Asianesimo immaginario

ore 15.00

Presidenza: Luigi Lehnus (Università Statale di Milano)

Guido Avezzù (Università di Verona)

Filologia, scienza del concreto

Renzo Tosi (Università di Bologna)

Non asiani sed asini

Federico Condello (Università di Bologna)

Se il proemio tace: prove di traduzione su P.Artemid. I 1-II 26

Intervallo

Jürgen Hammerstaedt (Universität zu Köln)

Falso di Simonidis?

Luciano Canfora (Università di Bari)

Sarà Simonidis? Certo non può essere Artemidoro

Giovedì 30 aprile 2009, ore 9.15

Presidenza: Luciano Canfora (Università di Bari)

Franco Ferrari (Università di Salerno)

Una filosofia poco ellenistica

 

Silvia Ronchey (Università di Siena)

Riflessioni metodologiche sulla vicenda Artemidoro

Luigi Vigna, Elvira D’Amicone (Museo Egizio, Torino)

A proposito di cartonnage: papiri, stucchi e pigmenti

Giorgio Ieranò (Università di Trento)

Papiri e mass-media

Tavola rotonda

Peter Schreiner, Luigi Lehnus, Jürgen Hammerstaedt, Luciano Canfora, Maurizio Calvesi

*********

Comune di Rovereto - Servizio Biblioteca, in collaborazione con l’Accademia Roveretana degli Agiati, ha promosso il convegno internazionale di studi dedicato al Papiro di Artemidoro, così denominato poiché, secondo alcuni studiosi, contiene frammenti dell’opera Geografia realizzata dal geografo Artemidoro di Efeso (II-I secolo a.C.).

Da quando nel 2006 è stato protagonista di un’importante mostra a Palazzo Bricherasio a Torino, il Papiro di Artemidoro si trova al centro di un acceso dibattito culturale legato alla sua autenticità.

Da allora, infatti, i maggiori studiosi europei di antichità greca e romana hanno avviato una serrata polemica, condotta anche dalle pagine dei più importanti quotidiani nazionali e internazionali, per dimostrare le proprie tesi sull’autenticità o meno del reperto, adducendo numerose prove a favore di una o dell’altra posizione.

La realizzazione del convegno rientra nell’ambito delle iniziative che l’Amministrazione comunale - in collaborazione con l’Accademia Roveretana degli Agiati - promuove per valorizzare il fondo “Mario Untersteiner”. Tale fondo, costituito dalla biblioteca e dall’archivio personale di Mario Untersteiner, grecista, filologo classico, studioso del mito e storico della filosofia, è stato donato al Comune di Rovereto dalla signora Gabriella Untersteiner, figlia dell’illustre professore.

Il convegno costituisce l’occasione di presentare alla comunità scientifica internazionale questa importante donazione e, nel contempo, rappresenta una grande opportunità per gli studiosi di esporre, con chiarezza e rigore la metodologia usata dai filologi e dagli archeologi per studiare un reperto archeologico che, nel caso del Papiro di Artemidoro, affascina non solo gli addetti ai lavori, ma anche il “grande pubblico”.

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Dalla Societas emunctae naris (sic), forse non casualmente (ehm…) nell’ April fool’s day… [si ringrazia Pagina Società Cooperativa per la tempestiva segnalazione], un nuovo libello:
Artemidorus Ephesius. P.Artemid. sive Artemidorus personatus, edidit brevique commentario instruxit Societas emunctae naris, Bari, Edizioni di Pagina, aprile 2009.
INDEX

Praefatio

Quid fuerit Artemidori Geographia et quomodo eam Marcianus in epitomen reduxerit       p. 2

Siglorum conspectus, p. 6

Artemidorus personatus Col. I, p. 8 - Col. II, p. 14 - Col. III, p. 17 - Col. IV, p. 18 - Col. V, p. 24

De personati nostri usu scribendi, p. 33

Summatim dictum, p. 34

Artemidori Geographikon Liber I edidit Claudius Schiano         p.35

Appendix. Artemidori Hispania in Strabonis opere         p.49

Editiones quas adiimus             p.52

********
Nel contempo, colgo l’occasione per dar pubblicità a quest’imminente incontro, organizzato dal “mio” dipartimento pisano (relatore D’Alessio, già normalista, ospite del prof. Riccardo Di Donato):
Dipartimento di Filologia ClassicaScuola di Dottorato in Scienze dell’Antichità.Seminari di Letteratura greca e Antropologia del Mondo AnticoGiambattista D’AlessioProfessor of Greek Language and LiteratureKing’s College Londonterrà un seminario“Sul papiro di Artemidoro”Giovedì 2 Aprile 2009 ore 11Aula Peretti del Dipartimento di Filologia ClassicaVia Galvani, 1 - IV piano

Dalla Societas emunctae naris (sic), forse non casualmente (ehm…) nell’ April fool’s day… [si ringrazia Pagina Società Cooperativa per la tempestiva segnalazione], un nuovo libello:

Artemidorus Ephesius. P.Artemid. sive Artemidorus personatus, edidit brevique commentario instruxit Societas emunctae naris, Bari, Edizioni di Pagina, aprile 2009.

INDEX

  • Praefatio
  • Quid fuerit Artemidori Geographia et quomodo eam Marcianus in epitomen reduxerit       p. 2
  • Siglorum conspectus, p. 6
  • Artemidorus personatus Col. I, p. 8 - Col. II, p. 14 - Col. III, p. 17 - Col. IV, p. 18 - Col. V, p. 24
  • De personati nostri usu scribendi, p. 33
  • Summatim dictum, p. 34
  • Artemidori Geographikon Liber I edidit Claudius Schiano         p.35
  • Appendix. Artemidori Hispania in Strabonis opere         p.49
  • Editiones quas adiimus             p.52

********

Nel contempo, colgo l’occasione per dar pubblicità a quest’imminente incontro, organizzato dal “mio” dipartimento pisano (relatore D’Alessio, già normalista, ospite del prof. Riccardo Di Donato):

Dipartimento di Filologia Classica
Scuola di Dottorato in Scienze dell’Antichità.
Seminari di Letteratura greca e Antropologia del Mondo Antico

Giambattista D’Alessio
Professor of Greek Language and Literature
King’s College London


terrà un seminario
“Sul papiro di Artemidoro”

Giovedì 2 Aprile 2009 ore 11

Aula Peretti del Dipartimento di Filologia Classica
Via Galvani, 1 - IV piano

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Il Papiro di Artedmidoro è molto probabilmente un grandissimo falso, e un appellativo distorto Al Pollo d’Oro è stato burinamente attaccato come insegna alla premiata Fondazione San Paolo che ha finanziato tutta l’operazione, e si trova ora un fascio sfasciato di papiri, titoli comunque non così tossici

Così il prof. Manlio Brusatin, dell’Univ. di Alghero, nella rubrica Millecolori del 1° marzo 2009 (“SCHIZZO DI PROFILO PER SALVATORE SETTIS DETTO ARTEMIDORO”) apparsa sulla Rivista culturale di Diritto dell’Arte di AIDA, con un commento al vetriolo sulle dimissioni di Settis: per giudicare il tenore del pezzullo, basti l’incipit:

A-settico, scettico, settario felicemente insopportabile Salvatore Settis, esce di scena dal vertice della Commissione ai Beni Culturali, ritornando alla sua Scuola Normale di Pisa

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