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Exemplar vitae humanae

Vite parallele, Ceronetti sulla Stampa (Claude Lévi-Strauss, in memoriam)

 

 

  

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Orsolina Montevecchi in memoriam

E’ morta oggi, 1 febbraio 2009, all’età di 97 anni, la professoressa Orsolina Montevecchi. Nata a Gambettola (FO) il 18 marzo 1911, frequentò il liceo Parini ed entrò alla Cattolica nel 1931, a dieci anni dalla fondazione dell’ateneo.  Laureatasi sotto la guida di Aristide Calderini nel 1935, nel 1951 conseguì la libera docenza in papirologia, l’anno seguente vinse il concorso e nel 1954 fu chiamata dall’Università Cattolica alla cattedra di papirologia. Tra i suoi allievi Sergio Daris, Raffaella Cribiore, Clara Balconi,  padre Josè O’Callaghan. Professore ordinario nel 1957, dal 1958/9 al 1980/1 si fece carico anche dell’insegnamento di Antichità greche e romane. E’ stata direttore della rivista «Aegyptus» dal 1968 al 2002 e presidente dell’Associazione Internazionale dei Papirologi dal 1983 al 1989. Formalmente in pensione dal 1986, continuò a scrivere e pubblicare.

“Scrivere oggi un manuale di Papirologia greca e latina che abbracci, sia pure panoramicamente, tutto l’ambito di questa disciplina, è indubbiamente un’impresa che è ambizioso affrontare, e non mi sarei mai accinta a farlo se non avessi avuto l’incoraggiamento e quasi la pressante insistenza di due miei Maestri che ammiro e venero: Aristide Calderini e Giovanni Battista Pighi. Il primo di essi ora ci ha lasciati, e non poté nemmeno vedere le bozze di questo volume, che doveva essere abbinato al suo sull’Epigrafia greca e latina. Il piano generale delle due trattazioni era stato preparato insieme, in modo che vi fosse una certa corrispondenza nei criteri, nella distribuzione della materia e nelle proporzioni, tenendo conto degli scopi che questi lavori si propongono: fornire una bene informata iniziazione, soprattutto ai fini dell’insegnamento universitario, e presentare una visione generale della materia alle persone colte e agli studiosi di discipline affini. La vastità della materia, che necessariamente porta ad entrare in campi diversi, da quello filologico a quello giuridico, dal paleografico al linguistico (per indicare solo i principali), non permette di approfondire i singoli aspetti e argomenti: certo il paleografo giudicherà insufficienti le pagine dedicate alla scrittura dei papiri, lo storico troverà troppo sommario e inadeguato l’excursus che lo interessa direttamente, il giurista rimarrà insoddisfatto dell’esame dei documenti pubblici e privati, il filologo desidererà maggiori informazioni sui papiri letterari…, e così via. Si aggiunga il fatto che quasi ogni giorno si vanno scoprendo e pubblicando nuovi documenti, per cui entro breve tempo quanto è stato scritto diventa superato: felice inconveniente, dal punto di vista del progresso delle nostre conoscenze, a cui la Papirologia è soggetta più di qualsiasi altra tra le scienze dell’antichità; ma inconveniente reale, che crea la necessità di continui aggiornamenti, e distoglie dal tentare un lavoro d’insieme, proprio per la provvisorietà di non pochi fra i risultati delle ricerche finora compiute. Nonostante questi inconvenienti e queste difficoltà, ed altre ancora, mi è parso di non dover abbandonare l’impresa a cui ero stata invitata e sollecitata, soprattutto considerando quanto poco sia conosciuta ancor oggi in Italia la Papirologia, quanto sia trascurata o addirittura ignorata anche nell’ambito dell’insegnamento universitario, e perciò quanto sia opportuna un’opera d’informazione generale, che si aggiunga alla preziosa ma necessariamente succinta introduzione di Aristide Calderini (Papyri, Milano, Ceschina, 1962 3a). Penso che, pur di suscitare l’interesse, e, magari, sollecitare altri a scrivere, è meglio affrontare il rischio di fare opera criticabile, piuttosto che non far nulla per timore di esporsi alle critiche”.

Orsolina Montevecchi, La Papirologia, Vita e Pensiero, Milano, 1972, XIII

Jul
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Ars est de difficili et bono: Lea Ritter-Santini in memoriam

Lea Ritter-Santini, illustre comparatista (all’Universität Münster) è morta, il 5 giugno scorso: dopo un mese, così la ricorda Carlo Ossola, sul Sole 24 Ore di domenica scorsa, nel necrologio che allego.

Ho avuto Lea Ritter-Santini come mia docente a Modena, alla Fondazione San Carlo (di cui era componente del Comitato Scientifico), un decennio or sono: ne ricordo le lezioni di iconologia letteraria, e un’interessante discussione che ne scaturì, en passant, a proposito delle tesi di Julian Jaynes sulla mente bicamerale (in riferimento agli eroi omerici, e la loro “coscienza”, tra riflessione ed azione - io, formatomi sulla lezione omerica di Vincenzo Di Benedetto mantenni le mie perplessità…)

E’ singolare che, un’altra illustre deceduta, Fabrizia Ramondino, sia recentemente scomparsa nel mentre che la ricordava con affetto: “aveva dettato un’ ora prima il necrologio da trasmettere alla Repubblica per una sua amica carissima, una famosa studiosa, di cui aveva appena appreso la scomparsa: «Fabrizia Ramondino ricorda la grande filologa e poetessa Lea Ritter Santini e la dolcezza della reciproca amicizia». “(Corriere della Sera 25 giugno 2008, articolo di Paolo di Stefano)…

Un ricordo che, nel mio piccolo, affido anch’io a queste brevi righe, non senza segnalare, infine, l’obituary, ben più autorevole e profondo, di Michael Knoche sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, del 19 giugno 2008 (“Vom Springen über den Limes -Die Letzte in der europäischen Literaturrepublik: Zum Tode der Komparatistin Lea Ritter-Santini”).

http://www.scribd.com/doc/3871063/Ossola-Lea-Ritter-Santini-Obituary-Il-Sole-24-ore-domenica-6-luglio-2008

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 Carlo Ossola, obituary di Lea Ritter-Santini, Il Sole 24 ore, 6 luglio 2008

Jun
30th
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Morte Massimo Vetta

E’ morto ieri mattina il prof. Massimo Vetta, tra le altre cose insigne studioso di Aristofane (sua l’ediz. delle Ecclesiazuse Valla, collana per cui gli erano state affidate anche le Vespe) nonché autore di uno dei migliori manuali sulla civiltà greca ad oggi in circolazione.

Si veda il lancio Adnkronos di oggi:

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(Sin-Pam/Gs/Adnkronos) Adnkronos - Lun 30 Giu - 10.02

Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - Massimo Vetta, insigne storico della letteratura greca, autore di importanti studi sul rapporto tra poesia e simposio, e’ morto all’ospedale San Camillo di Roma all’eta’ di 65 anni. Era professore ordinario di letteratura greca alla Facolta’ di Lettere dell’Universita’ ”Gabriele D’Annunzio” di Chieti, dove aveva diretto il Dipartimento di Scienze dell’Antichita’. Nato a Roma nel 1943, Massimo Vetta si laureo’ all’universita’ ”La Sapienza” sotto la guida di Luigi Enrico Rossi e poi inizio’ la carriera accademica con Bruno Gentili. E’ stato un illustre studioso di epica e di lirica arcaica, come testimoniano i saggi ”Theognis. Elegiarum liber secundus” (1980) e ”Symposion. Antologia della lirica greca” (1999). Il professor Vetta lascia, inoltre, fondamentali saggi sulla commensalita’ come occasione della recita, tra cui spicca ”Poesia e simposio nella Grecia antica. Guida storica e critica” (1983). Si e’ occupato inoltre di commedia attica, in particolare di Aristofane, curando un’accurata edizione critica di ”Le donne all’assemblea” pubblicata nella prestigiosa collana di ”Scrittori greci e latini” della Fondazione Lorenzo Valla pubblicata da Mondadori. Per la stessa collana stava preparando l’edizione critica della commedia ”Le vespe” di Aristofane. Si era occupato in articoli e saggi di indagare il rapporto tra ambivalenza sessuale e condizione femminile nel mondo antico greco.

Massimo Vetta era membro del Collegio dei docenti del dottorato di ricerca in “Filologia greca” con sede amministrativa presso l’Universita’ degli Studi di Urbino e faceva parte del gruppo di ricerca sul tema ”Problemi di critica del testo concernenti i settori dell’epica, della poesia lirica greca arcaica e tardo arcaica e del teatro greco”, in vista di edizioni critiche con traduzione e commento. Era membro del comitato scientifico di “Seminari Romani di Cultura Greca” e dei “Quaderni Urbinati di Cultura Classica”.

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