Esondazione del Retrone: "idronimo erratico", anche di fatto

Adriano Sofri sul Foglio di oggi  riscontra la scarsa attenzione rivolta in questi giorni al Veneto [NdR: la mia regione, io stesso vivo lungo il Brenta], i cui fiumi esondati sono stati pressoché trascurati dalla stampa (e dalla politica) nazionale:

forse perché nomi così, il Bacchiglione – “el Livelòn” – o il Retrone (però il latino Eretenus ha un’etimologia magnanima: cfr. A. Peretti, “Dall’Eridano di Esiodo al Retrone vicentino”), sono inadeguati a fare abbastanza impressione

Da cogliere la devota menzione del lavoro geografico  - l’ultimo di una lunga e produttiva carriera - del vicentino Aurelio Peretti (l’ex moglie di Sofri era, appunto, sua figlia), pluridecennale “maestro di letteratura greca nell’Ateneo pisano”, fin dall’epoca in cui, negli anni sessanta, Sofri era normalista. Un Peretti la cui memoria pisana peraltro resta ben viva: a quanto posso testimoniare, ancora negli anni ‘90 si faceva affrontare i problemi della silloge teognidea proprio a partire dalle sue teorie.

Fin dagli anni ‘60 Peretti aveva avanzato l’ipotesi che l’idronimo “Eridano” (abitualmente associato al Po, il flumen Padus) fosse in realtà il nome etrusco (o etruscoide) del fiume che scorre presso Vicenza, il Retrone, sulla scorta di Eliano XIV, 8 (gr. erétenos, da un reteno venetico etruschizzato).  

Questa, allora, l’etimologia “magnanima” cui fa riferimento - arte allusiva? -  Sofri, per la delizia dei lettori del Foglio che si nutrano di studi classici: la menzione - già esiodea (Teogonia 338 e fr. 150, 23-24 M-W.) - dell’Eridano in connessione con le Eliadi ‘stillanti ambra’ e il mito del precìpite Fetonte, già caro ad Eschilo (TrGF fr.71 Radt), a marcare il carattere di ”grecità occidentale” dell’area adriatica - fin dai tempi micenei…