Oggi è il compleanno di Baruch Spinoza. Ha tanti anni ma sta bene, e fa star bene anche me. Grazie.
Ignoravo l’anniversario, ma colgo l’occasione per segnalare che era da parecchio tempo che non mi capitava di leggere una lunga recensione stroncatoria, singolarmente pubblicata sotto forma di libro (un pamphlet che brilla per acribia e occasionale nit-picking), quale quella dedicata dal grecista Walter Lapini alla traduzione dal latino del “Trattato Teologico-Politico” di Spinoza apparsa nei Meridiani Mondadori (fin troppo cauto, in proposito, il recensore del Corriere, qui) ad opera di Omero Proietti: traduzione davvero demolita dal perentorio accumulo di inesattezze, franchi errori “da ginnasio”, omissioni, fraintendimenti, calchi grossolani, incongruenze di volta in volta segnalati dal recensore che, evidentemente, aveva un conto personale da regolare col curatore Filippo Mignini (cfr.”Spinoza e le inezie puerili, con una risposta di Filippo Mignini” in Rivista di Storia della Filosofia 2/2008, dissenso su una proposta interpretativa che, nel libello del Melangolo, viene appunto ribadita, con ulteriori argomentazioni, da W.L.). E’ un intervento indubbiamente interessante che si inscrive in una tradizione ormai gloriosa di filologiche zuffe nella dorata gabbia delle Muse classiche (non casualmente viene citata in nota la disputa d’antan tra Pasquali e l’ esègeta - sic - Romagnoli): davvero sintomatico della temperie culturale attuale (ove il livello dell’insegnamento del greco e latino, in un’università, com’è detto “ass-oriented”, va sempre più declinando) il fatto che le svariate recensioni nel frattempo apparse avessero del tutto sorvolato sulla qualità della traduzione (anzi, a volte, al contrario, l’abbiano esplicitamente lodata). Il certosino lavoro di Lapini sarà di piacevole - azzarderei, utile - lettura per tutti i filologi che nelle biblioteche d’istituto, nelle pause che talora si concedono, per distrarsi un po’, in assenza di altra stampa - absit iniuria- “pettegola”, sogliono pascersi di velenose recensioni, piccate repliche e pedanti controrepliche sulle riviste specializzate di settore (il lettore implicito del libello, oltre a Mignini e Proietti, s’intende…); gli altri, temo, si asterranno dall’acquisto. In attesa del prossimo round, magari sulla stessa Rivista di Storia della Filosofia!