Professor Canfora, si arriverà mai alla «pistola fumante», a trovare la prova che il papiro è un falso?

«Non è escluso che tra le carte di Simonidis, che stiamo studiando e che il falsario ha disseminato nel corso delle sue varie peregrinazioni, si trovi prima o poi la “prova delle prove”. Nel frattempo si sono avute molte novità, dal 2006 a oggi. Un bravo restauratore di papiri del Museo Egizio di Torino, un cui studio è sul numero in uscita del “Giornale dell’Arte”, mostra con buoni argomenti che i disegni che hanno fatto lievitare a dismisura il prezzo di vendita del papiro, e la cosiddetta “scrittura impressa” che vi è stata riscontrata sono frutto di un procedimento litografico. Siamo quindi in pieno Ottocento, e la scoperta conforta le confutazioni su base letteraria e linguistica da cui siamo partiti. Senza contare che, come si è scoperto di recente, l’inizio del testo di questo papiro è la traduzione libera della prefazione di un libro tedesco dell’Ottocento uscito in Germania nel 1817».
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