Tagli alla ricerca: giù le mani da Aristofane!

Scandaloso il declassamento del progetto di ricerca (“TEATRO GRECO ANTICO: TESTO, RAPPRESENTAZIONE, RICEZIONE”), guidato dall’Univ. di Bari e coordinato dal prof. Mastromarco, mirante, tra le altre cose, alla “traduzione e il commento di alcune delle commedie interamente conservate di Aristofane e di una porzione significativa di frammenti della commedia dorica e della commedia attica nelle sue tre fasi evolutive: archaia, mese e nea”: ma è solo la punta dell’iceberg di una serie di tagli indiscriminati alla ricerca, come ben mette in evidenza il prof. Luciano Canfora (collega barese di Mastromarco), che avanza la seguente modest proposal:

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Corriere della Sera 30 luglio 2008
Discussioni Risorse scarse e valutazioni inefficaci
MODESTA PROPOSTA PER LA RICERCA
Una commissione unica per porre fine allo scandalo del killeraggio sui progetti, protetto dall’ anonimato
Luciano Canfora

La penuria di risorse è notoriamente uno dei mali che affliggono la ricerca universitaria in Italia. È difficile porvi rimedio. L’ altro malanno, forse più grave e però rimediabile, è l’ arbitrio con cui i pochi fondi disponibili vengono talora distribuiti da commissioni giudicatrici il cui lavoro risulta parcellizzato e in nessun modo reso armonico e coerente. Ci sono poi, purtroppo, anche casi estremi: per esempio quello di alcuni «revisori» che si son dati il compito di togliere un punto qua e un punto là, nella tabella delle valutazioni, al solo fine di declassare un collega non gradito.

Nella recentissima tornata di (modesti) finanziamenti ministeriali si è prodotto qualche caso limite. Faccio un unico esempio per tutti. Un progetto intitolato «Teatro greco antico: testo, rappresentazione, ricezione» (ottimamente rappresentato e argomentato e che coinvolge ben cinque università) è stato retrocesso dalla classe A (sicuramente finanziabile) alla B (non sicuramente, e quest’ anno certamente, non finanziabile) con una risibile alchimia. Bisognava togliergli un punto e perciò gli sono stati ascritti a difetti quelli che nel giudizio medesimo venivano presentati come pregi!

Questo indisturbato killeraggio protetto dall’ anonimato è uno scandalo cui porre rimedio quanto prima. Il ministero ha tanti problemi compreso quello di contenere gli appetiti delle nuove istituzioni che si autoproclamano «eccellenti», ma il problema che qui sollevo è indilazionabile. Sempre ammesso che la ricerca universitaria non sia considerata un lusso superfluo.

È dunque necessaria una proposta. Eccola. L’ articolo undici del Regolamento vigente sui criteri operativi per la valutazione dei progetti di ricerca di interesse nazionale dispone che «per i progetti della classe A venga fornita una più specifica e approfondita motivazione generale del loro grado di eccellenza». Queste valutazioni si riducono ormai a vuote e tautologiche frasi di routine. Dunque è necessaria un’ unica commissione per ciascuna «area disciplinare». Soltanto questo potrà impedire incoerenze, contraddizioni, arbitrarie sperequazioni nei giudizi finalmente comparativi. Singoli gruppi di referees tra loro incomunicanti (che è la prassi attuale) possono solo portare a esiti scandalosi come è accaduto quest’ anno in modo particolarmente evidente e vergognoso anche a causa della scarsità di risorse.

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UPDATE: Più che il teatro, può il prosciutto, a quanto pare… Carmina non dant panem: e al companatico, ci pensano i sedicenti esperti.

Corriere della Sera 7 agosto 2008 

CALENDARIO
Ricerca sul prosciutto

Sia ben chiaro, non abbiamo che rispetto per il prosciutto crudo (anche se, per par condicio, conosciamo anche le ragioni del cotto). E perciò non abbiamo mancato di gioire quando abbiamo visto coi nostri occhi, nel sito del ministero, l’ attribuzione di oltre 90.000 euro come finanziamento della ricerca (PRIN) ad un progetto della durata, si dice, di ben due anni accademici avente come soggetto e titolo «Caratteri di idoneità e tipicità percepita nel prosciutto crudo». Certo due anni volano in un baleno, sono «più corto spazio all’ eterno che un mover di ciglia» eccetera, per dirla col sommo poeta. Dunque auguri. Ma la domanda, in un Paese che non consideri la ricerca universitaria un innocuo trastullo, è la seguente: perché mai ricerche relative agli scavi italiani ad Antinooupolis o sul teatro greco, condotte da noti ed apprezzati specialisti del ramo, siano invece rimaste al palo senza pane né companatico. Una risata seppellirà gli «esperti», gli indisturbati referees?

Luciano Canfora

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