“Quello di Sabina è stato un capolavoro di invettiva satirica, urtante e spiazzante come dev’essere un’invettiva satirica, senza mediazioni artistiche né perifrasi. Gli ignorantelli di ritorno che gridano «vergogna» non possono sapere che già nell’antica Atene, Aristofane era solito far interrompere le sue commedie con una «paràbasi», cioè con un’invettiva del corifeo che avanzava verso il pubblico e parlava a nome del commediografo, dicendo la sua sui problemi della città. Anche questa è satira (a meno che qualcuno non la confonda ancora con le barzellette)”.
Marco Travaglio, L’Unità 10 luglio 2008 (“Io difendo quel palco”).
Del resto, come già osservavo, il princeps è sempre stato attaccato dalla satira comica: Carfagna come Aspasia?…
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