Lea Ritter-Santini, illustre comparatista (all’Universität Münster) è morta, il 5 giugno scorso: dopo un mese, così la ricorda Carlo Ossola, sul Sole 24 Ore di domenica scorsa, nel necrologio che allego.
Ho avuto Lea Ritter-Santini come mia docente a Modena, alla Fondazione San Carlo (di cui era componente del Comitato Scientifico), un decennio or sono: ne ricordo le lezioni di iconologia letteraria, e un’interessante discussione che ne scaturì, en passant, a proposito delle tesi di Julian Jaynes sulla mente bicamerale (in riferimento agli eroi omerici, e la loro “coscienza”, tra riflessione ed azione - io, formatomi sulla lezione omerica di Vincenzo Di Benedetto mantenni le mie perplessità…)
E’ singolare che, un’altra illustre deceduta, Fabrizia Ramondino, sia recentemente scomparsa nel mentre che la ricordava con affetto: “aveva dettato un’ ora prima il necrologio da trasmettere alla Repubblica per una sua amica carissima, una famosa studiosa, di cui aveva appena appreso la scomparsa: «Fabrizia Ramondino ricorda la grande filologa e poetessa Lea Ritter Santini e la dolcezza della reciproca amicizia». “(Corriere della Sera 25 giugno 2008, articolo di Paolo di Stefano)…
Un ricordo che, nel mio piccolo, affido anch’io a queste brevi righe, non senza segnalare, infine, l’obituary, ben più autorevole e profondo, di Michael Knoche sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, del 19 giugno 2008 (“Vom Springen über den Limes -Die Letzte in der europäischen Literaturrepublik: Zum Tode der Komparatistin Lea Ritter-Santini”).
http://www.scribd.com/doc/3871063/Ossola-Lea-Ritter-Santini-Obituary-Il-Sole-24-ore-domenica-6-luglio-2008