Nemmeno gli ospitalissimi Greci accoglievano chiunque e comunque. E distinguevano accuratamente diritti e doveri dello straniero accolto, e perciò garantito, dalla condizione del semplice sconosciuto. Del clandestino, dell’ homeless, del sans-papier, dell’ asylant, per dirla con le parole di adesso. Ieri come oggi i rapporti tra noi e gli altri attraversano fasi che dipendono dallo stato di salute dell’ economia e dalla tenuta del legame sociale. Alternando sistole e diastole, contrazione e dilatazione dell’ ospitalità. La sicurezza e il benessere rendono tutti più solidali. Al contrario, più cresce il senso d’ insicurezza e più l’ altro viene vissuto come un nemico potenziale. Perché quando si ha paura tutto fruscia, diceva Sofocle. E la sensazione di essere assediati ci chiude la mente e il cuore.
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