« (…) Ora emerge un fatto ancora più clamoroso; nella foto del Konvolut compaiono delle parole che nel papiro disteso non ci sono. A questo punto penso di poter formulare una nuova ipotesi, che prospetterò a San Marino».

Sarebbe a dire?

«Con ogni probabilità — conclude il filologo dell’Università dì Bari — il papiro è stato confezionato partendo da una base preesistente, nella quale erano comprese anche le parole incautamente incollate nella foto del presunto Konvolut, ma assenti nel rotolo disteso. E il reperto originario era presumibilmente uno dei tre manufatti papiracei del falsario Simonidis, conservati presso il museo di Liverpool, dei quali si è perduta ogni traccia da parecchio tempo. Pezzi di cui parla lo studioso James Anson Farrer in un libro del 1907, Literary Forgeries, e che in seguito sparirono misteriosamente».

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