Amor di verità sullo pseudo-Artemidoro”
Caro Direttore, invocando soprattutto l’amor di verità che nel Suo giornale è la regola, mi corre l’obbligo di rettificare le inesattezze gravi in cui è incorso il dott. Callieri nella lettera apparsa il 19/11 a p. 36: 1) le pubblicazioni sullo pseudo-Artemidoro sono ormai oltre 200 (e non 48!!), e ben più della metà sostengono o che non è Artemidoro o che è un falso, o entrambe le cose. Il Callieri può leggere il saggio di F. Condello, intitolato «Artemidoro» 2006-2011.
2) Il carattere recente (cioè falso) del manufatto simil-artemidoreo è rivelato, tra molte altre prove, dalla presenza di grafite nell’inchiostro (l’analisi in proposito si può leggere perfino nell’ed. Led); comunque si veda anche il volume intitolato «Fotografia e falsificazione». 3) La dott.ssa Pajon ha già svolto la sua tesi al convegno papirologico di Ginevra (agosto 2010) e fu adeguatamente confutata nel corso del dibattito. Forse per questo ogni tanto si affaccia su Wikipedia.
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