Rumiz, ovvero ‘duraturo profumo d’intelligenza’

Noto con piacere che Paolo Rumiz ha posto in esergo alla sua recentissima opera ‘in corta riga o riga breve’, La cotogna di Istanbul, un’allocuzione agli spettatori (per l’occasione mutatisi in ascoltatori di un racconto orale…) tratta dalle Vespe d’Aristofane (“Sostenete quelli che cercano di farvi sentire qualcosa di diverso e conservate i loro pensieri: riponeteli in cassapanca come le mele cotogne, così i vostri panni odoreranno di intelligenza tutto l’anno”), ben nota, tra le altre cose, perché da anni campeggia ad epigrafedella ”rassegna di varia umanità” Belfagor, diretta dal decano degli aristofanisti, Carlo Ferdinando Russo.

ἀλλὰ τὸ λοιπὸν τῶν ποιητῶν

ὦ δαιμόνιοι τοὺς ζητοῦντας

καινόν τι λέγειν κἀξευρίσκειν

στέργετε μᾶλλον καὶ θεραπεύετε,

καὶ τὰ νοήματα σῴζεσθ᾽ αὐτῶν,

ἐσβάλλετέ τ᾽ ἐς τὰς κιβωτοὺς

μετὰ τῶν μήλων. κἂν ταῦτα ποιῆθ᾽,

ὑμῖν δι᾽ ἔτους τῶν ἱματίων

ὀζήσει δεξιότητος.

 

(Aristoph. Vesp. vv.1051-59)

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