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l’Italia ha restituito alla Libia nel 1999 (per mano di Massimo D’Alema) la splendida Venere di Leptis Magna che ora troneggia all’ingresso del Museo della Jamahiriya, e che nel ‘40 Italo Balbo aveva prelevato per farne omaggio (nientemeno) a Hermann Goering; nel 2008 (per mano di Silvio Berlusconi) è stata restituita la Venere Anadiomene trafugata dai nostri nel 1913 a Cirene. Due Veneri romane (anzi, fondamentalmente greche) abdotte e ricondotte in terra d’Africa.
Sarebbe bello pensare che nel 2010 le donne in carne ed ossa sulle due sponde del Mediterraneo non funzionino come merce di scambio al pari di quei vetusti monumenti, lasciati secoli fa da conquistatori dotati di maggiore abilità e, certo, maggior gusto.
Sarebbe bello pensare che nel 2010 le donne in carne ed ossa sulle due sponde del Mediterraneo non funzionino come merce di scambio al pari di quei vetusti monumenti, lasciati secoli fa da conquistatori dotati di maggiore abilità e, certo, maggior gusto.